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INFORMAZIONI UTILI
per godere al meglio il tuo soggiorno presso il Sant'Angelo Luxury Resort

Il Sant’Angelo Luxury Resort come caso di studio

“Con il passare degli anni la città continua a suscitare stupori e ad emergere per il suo paesaggio, a detta di tanti, incantato. Matera, dichiarata dal 1993 Patrimonio Mondiale dell’UNESCO è stata definita unica al mondo per la sua configurazione ed i suoi paesaggi così contrastanti fra loro. E’ la città delle Caverne, dei Villaggi Trincerati, delle Case contadine scavate nella roccia, delle Chiese Rupestri affrescate, delle grandi Chiese Romanico – Pugliesi e Barocche e degli importanti Palazzotti nobiliari. E’ la città che ricorda geologicamente l’antica Gerusalemme e la Cappadocia.

Sant’Angelo Luxury Resort rappresenta sin dal nome (prima era Hotel S. Angelo) l’inizio di una nuova vita per una struttura turistica – unica nel suo genere – ubicata nel cuore dello storico quartiere Sassi di Matera (già decretato patrimonio mondiale dell’umanità dall’UNESCO) e completamente ricavata in spazi scavanti nella roccia calcarea. La struttura si snoda intorno ad un corpo centrale di palazzo che si inerpica sullo sperone di roccia tufacea che conduce verso la Civita e trova conclusione nelle due grandi arcate di fronte alla terrazza del ristorante, da cui si gode l’emozionante veduta su piazza S. Pietro in Caveoso. L’albergo, nelle sue consistenze attuali, nasce dal recupero conservativo di una serie di case-grotte, palazzi, scale, vicoli e cortili, secondo la tipologia non comune definita “albergo diffuso”, per una superficie totale di circa 1000 metri quadrati. Le camere – 19 attualmente – sono servite, oltre che dal ristorante, dalla reception e da una piccola sala meeting. La famiglia Ruscigno (proprietaria e conduttrice della struttura) illuminata dall’intenzione di rinnovare il complesso ha intrapreso quindi un ambizioso intervento di riqualificazione globale che terminerà con l’integrazione di nuove camere, di un centro benessere e di spazi commerciali, teso a trasformare la struttura in un “buen retiro” di alto livello.

L’Arch. Stefano Tardito – che ha visto la sua formazione nell’ambito del recupero di edifici storico artistici e della progettazione di strutture ricettive in Italia e all’estero – è stato incaricato dalla proprietà di sviluppare un progetto di restyling tale da conferire carattere e personalità alla struttura, valorizzando al massimo il grande patrimonio architettonico a disposizione. L’Arch. Stefano Tardito ha intrapreso un percorso conoscitivo iniziale volto ad analizzare le particolari morfologie degli ambienti in grotta e dei loro usi, sino ai costumi ed alle tradizioni locali stanziandosi poi direttamente in sito per seguire costantemente l’intero processo di riqualificazione e trasformazione. Analizzando quindi i diversi interventi che erano stati eseguiti negli anni è stato effettuato un processo di scomposizione: una sorta di sottrazione di tutto ciò che pareva estraneo per mettere a nudo le forme originali. Ciò ha permesso di osservare che l’elemento architettonico su cui focalizzare la filosofia del progetto sarebbe stato la tipologia di pavimentazione.

”…in origine le grotte non avevano pavimento, era terriccio…” poi gli interventi successivi hanno introdotto rivestimenti di vario genere le quali, a causa dell’elevata irregolarità degli ambienti, non solo non hanno dato risultati estetici apprezzabili ma hanno in un certo senso annullato la straordinarietà degli spazi. Si è quindi deciso di utilizzare un sistema di pavimentazione che si comportasse essenzialmente come un unico “manto”, senza giunti, capace di “assecondare” le forme degli ambienti scavati nella roccia calcarea. Questa soluzione è stata resa possibile dalla collaborazione con la ditta Primat di Biella con la quale è stata sviluppata una tipologia di pavimento a base di calce naturale ed aggregati selezionati in granulometria ridotta e tonalità avorio che – a maturazione avvenuta – è stato levigato con carta abrasiva e rifinito con pittura antigraffio impermeabile (così da garantire resistenza meccanica, facilità di pulizia e manutenzione, igienicità). Proprio la levigatura eseguita a mano ha permesso di “evitare la perfezione” e, mettendo in luce gli aggregati, di ottenere un effetto estetico – cromatico di straordinaria armonia con il contesto e di grande suggestione. Ciò ha permesso di assecondare completamente le forme e la morfologia degli spazi creando una base neutra capace di armonizzarsi con la natura primordiale degli spazi.”

 

L’articolo completo al link seguente:

Sant’Angelo Luxury Resort


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Henri Cartier Bresson a Matera

Tra il primo e il secondo viaggio a Matera, costantemente in compagnia della sua Leica, Henri è testimone degli anni del cambiamento. Sono quelli dello sgombero e della modifica degli antichi Sassi di Matera, in conseguenza della legge De Gasperi del 1948. Sono gli stessi in cui si avverte la necessità di porre mano alla riforma agraria e ai lavori pubblici per lo sviluppo e a sollievo delle popolazioni del Mezzogiorno.

Henri dipinge i borghi rurali che dormono su colline erose dal tempo; presepi lunari nelle cui arterie scorrono affollate processioni di tradizioni cristiane e riti pagani. Vi sono donne in abiti tradizionali e asini carichi di legna da ardere.

“Non c’è nulla al mondo che non abbia il suo momento decisivo”, si legge nell’introduzione del libro Images à la sauvette di Henri Cartier-Bresson. La frase è tratta dalle memorie del cardinale di Retz, arcivescovo e scrittore francese, pubblicate nel 1717.

Fu l’editore Tériade che suggerì di usarla per l’introduzione del volume, che usciva contemporaneamente in Francia e negli Stati Uniti (tradotto in inglese come The decisive moment) nel 1952. A quel tempo Cartier-Bresson non aveva idea di cosa sarebbe diventato quel libro per la storia della fotografia: dalla sua pubblicazione, il concetto di momento decisivo fu associato non solo alle sue immagini, ma divenne sinonimo di uno stile fotografico.

“Credo che il contenuto non possa essere separato dalla forma. E per forma intendo l’interazione tra le superfici, le linee e i valori. Solo in questo modo, le nostre idee e le emozioni diventano concrete e possono essere comunicate. In fotografia, l’organizzazione visiva può provenire solo da un istinto molto sviluppato”, scriveva Cartier-Bresson nel libro.

Una mostra alla fondazione Henri Cartier-Bresson di Parigi presenta una selezione di immagini che ripercorrono la storia della pubblicazione. L’esposizione, che durerà fino al 23 aprile 2017, è accompagnata dalla nuova edizione del volume che ospita un saggio di Clément Chéroux.

Lo scopo del fotografo è «catturare momenti densi di realtà e tenere insieme delle forme».

Henri attraverso la fotografia,riuscirà a documentare gli avvenimenti del popolo lucano così come si presenta ai suoi occhi, cogliendo la vita di sorpresa, come appena sveglia, senza pose artificiali.

Con nostra grande sorpresa sfogliando tra le gallerie del reportage fotografico fatto da Henri Cartier-Bresson abbiamo trovato un incredibile reperto della Reception del Sant’Angelo Luxury Resort!

 

 

 


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Matera da visitare almeno una volta nella vita

A New York è un mantra: non perdetevi la Basilicata

Esclusa dall’itinerario cinematografico di Basilicata coast to coast perché non si trova sul percorso che raccorda i due mari, Matera è nel buon flusso di quello che il New York Times chiama il Basilicata buzz. Nel 2019 sarà Capitale Europea della Cultura. E, con un chiacchiericcio che attraversa l’oceano, già se ne parla: delle doline, dei Sassi d’argento, delle chiese rupestri dove d’estate risuona il jazz, delle icone bizantine, dei burroni incantati e soprattutto delle case-grotta nel presepe del Sasso Caveoso, architetture in negativo, come gli iposcafa dei capitani di mare a Santorini, scavate nello sprofondo della Gravina, il suo grande canyon.
Per il 2019, nel Parco archeologico delle Chiese Rupestri, saranno aperte le grotte abitate sin dal Neolitico, con reperti e resti di villaggi, oggi inaccessibili. La narrazione della Storia dell’Uomo, dal passato al futuro, fil rouge tematico dell’anno da Capitale, continuerà nel Centro Spaziale di Matera, con il suo potente telescopio, dove verrà allestito e aperto alla visita un Planetario. Ci saranno Officine su suono, parola e movimento. E le nuove passeggiate nei Sassi, tra le alcove, le vasche di pressatura, gli archi e le nicchie voluti dai monaci basiliani, saranno improntate al silenzio.

Matera è tra i 10 luoghi da visitare almeno una volta nella vita:

http://www.iodonna.it/lifestyle/viaggi/gallery/10-luoghi-da-visitare-almeno-una-volta-nella-vita/

 

 

 

 


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Matera verso il 2019 attraverso quattro regie

Da “vergogna d’Italia” a patrimonio mondiale Unesco. Fino a essere proclamata capitale europea della cultura nel 2019. È Matera. Saranno tre giovani, Fabrizio Nucci, Nicola Rovito, affiancati dal co-regista Alessandro Nucci, a restituire suono, voce e vista ai materani per favorire la conoscenza della cosiddetta Città dei sassi.

La prima puntata del documentario Matera 15/19 sarà resa pubblica a giorni. Seguiranno altri tre episodi, uno all’anno. Nel 2017 si realizzerà il secondo girato, nel 2018 il terzo e a Matera 2019, durante l’evento, verranno registrate le scene che costituiranno il quarto e ultimo tassello. I tre ragazzi calabresi ne hanno curato l’esordio.Da “vergogna d’Italia” a patrimonio mondiale Unesco. Fino a essere proclamata capitale europea della cultura nel 2019. È Matera. Saranno tre giovani, Fabrizio Nucci, Nicola Rovito, affiancati dal co-regista Alessandro Nucci, a restituire suono, voce e vista ai materani per favorire la conoscenza della cosiddetta Città dei sassi.

La prima puntata del documentario Matera 15/19 sarà resa pubblica a giorni. Seguiranno altri tre episodi, uno all’anno. Nel 2017 si realizzerà il secondo girato, nel 2018 il terzo e a Matera 2019, durante l’evento, verranno registrate le scene che costituiranno il quarto e ultimo tassello. I tre ragazzi calabresi ne hanno curato l’esordio.


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Dormire nei Sassi di Matera

Prima di farvi sistemare nella vostra stanza, vorremmo presentarvi il materiale roccioso con cui sono scavate queste grotte e con il quale, in seguito, sono state costruite le abitazioni, un tempo cuore della civiltà contadina oggi ristrutturate e rinobilitate, affinché dormire in un Albergo nei Sassi diventi un’esperienza unica al mondo.

Il tufo di Matera è una roccia sedimentaria di origine marina (niente di più facile che troviate una conchiglia nella parete!) che si è formata in un periodo compreso tra i 65 milioni di anni fa (Cretaceo Superiore) e 2.000.000 di anni fa (Pleistocene Inferiore). Diciamo che è un po’ anziano. Proprio per questo ha bisogno di molta cura.

Noi gli dedichiamo davvero tante attenzioni, ogni giorno! Lo proteggiamo con trattamenti idrorepellenti e scialbature di calce, aiutandolo a rimanere bello e forte come un tempo.

Ovviamente ci sono dei giorni in cui, nonostante le nostre cure, il tufo soffre un po’. Il tufo, infatti, è un materiale poroso, isolante e salino e queste caratteristiche, qualche volta, lo mettono in difficoltà.

Nei giorni particolarmente umidi, l’acqua dell’umidità esterna tende a rimanere imprigionata nel tufo e fa più fatica ad evaporare. Tutto questo può rendere la stanza un po’ umida, nonostante la presenza di un impianto che provvede al riciclo dell’aria.

Sempre in quei giorni può capitare che i sali contenuti dal tufo attirino vapore acqueo dall’aria e facciano comparire sulla parete qualche macchia. Proprio come succede alle persone di una certa età! E, ogni volta che capita, noi gli facciamo un lifting.

Se dovesse capitare un piccolo inconveniente del genere, sappiate che non è colpa nostra. Noi facciamo di tutto per mantenere giovane il tufo perché per noi è un po’ come un padre. Qualche volta, però, è un po’ irascibile. Tuttavia, siccome è così affascinante e antico, siamo sicuri che riuscirete a perdonarlo!


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“Absolutely incredible experience, our stay at Sant'Angelo will be something we remember for a lifetime.”
Wyatt, USA (Booking)

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